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 INFERNO CANTO 19

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MessaggioTitolo: INFERNO CANTO 19   Dom Feb 08, 2009 12:44 am

19. 1 O Simon mago, o miseri seguaci
19. 2 che le cose di Dio, che di bontate
19. 3 deon essere spose, e voi rapaci

19. 4 per oro e per argento avolterate,
19. 5 or convien che per voi suoni la tromba,
19. 6 però che ne la terza bolgia state.

19. 7 Già eravamo, a la seguente tomba,
19. 8 montati de lo scoglio in quella parte
19. 9 ch'a punto sovra mezzo 'l fosso piomba.

19. 10 O somma sapienza, quanta è l'arte
19. 11 che mostri in cielo, in terra e nel mal mondo,
19. 12 e quanto giusto tua virtù comparte!

19. 13 Io vidi per le coste e per lo fondo
19. 14 piena la pietra livida di fóri,
19. 15 d'un largo tutti e ciascun era tondo.

19. 16 Non mi parean men ampi né maggiori
19. 17 che que' che son nel mio bel San Giovanni,
19. 18 fatti per loco d'i battezzatori;

19. 19 l'un de li quali, ancor non è molt'anni,
19. 20 rupp'io per un che dentro v'annegava:
19. 21 e questo sia suggel ch'ogn'omo sganni.

19. 22 Fuor de la bocca a ciascun soperchiava
19. 23 d'un peccator li piedi e de le gambe
19. 24 infino al grosso, e l'altro dentro stava.

19. 25 Le piante erano a tutti accese intrambe;
19. 26 per che sì forte guizzavan le giunte,
19. 27 che spezzate averien ritorte e strambe.

19. 28 Qual suole il fiammeggiar de le cose unte
19. 29 muoversi pur su per la strema buccia,
19. 30 tal era lì dai calcagni a le punte.

19. 31 «Chi è colui, maestro, che si cruccia
19. 32 guizzando più che li altri suoi consorti»,
19. 33 diss'io, «e cui più roggia fiamma succia?».

19. 34 Ed elli a me: «Se tu vuo' ch'i' ti porti
19. 35 là giù per quella ripa che più giace,
19. 36 da lui saprai di sé e de' suoi torti».

19. 37 E io: «Tanto m'è bel, quanto a te piace:
19. 38 tu se' segnore, e sai ch'i' non mi parto
19. 39 dal tuo volere, e sai quel che si tace».

19. 40 Allor venimmo in su l'argine quarto:
19. 41 volgemmo e discendemmo a mano stanca
19. 42 là giù nel fondo foracchiato e arto.

19. 43 Lo buon maestro ancor de la sua anca
19. 44 non mi dipuose, sì mi giunse al rotto
19. 45 di quel che si piangeva con la zanca.

19. 46 «O qual che se' che 'l di sù tien di sotto,
19. 47 anima trista come pal commessa»,
19. 48 comincia' io a dir, «se puoi, fa motto».

19. 49 Io stava come 'l frate che confessa
19. 50 lo perfido assessin, che, poi ch'è fitto,
19. 51 richiama lui, per che la morte cessa.

19. 52 Ed el gridò: «Se' tu già costì ritto,
19. 53 se' tu già costì ritto, Bonifazio?
19. 54 Di parecchi anni mi mentì lo scritto.

19. 55 Se' tu sì tosto di quell'aver sazio
19. 56 per lo qual non temesti tòrre a 'nganno
19. 57 la bella donna, e poi di farne strazio?».

19. 58 Tal mi fec'io, quai son color che stanno,
19. 59 per non intender ciò ch'è lor risposto,
19. 60 quasi scornati, e risponder non sanno.

19. 61 Allor Virgilio disse: «Dilli tosto:
19. 62 "Non son colui, non son colui che credi"»;
19. 63 e io rispuosi come a me fu imposto.

19. 64 Per che lo spirto tutti storse i piedi;
19. 65 poi, sospirando e con voce di pianto,
19. 66 mi disse: «Dunque che a me richiedi?

19. 67 Se di saper ch'i' sia ti cal cotanto,
19. 68 che tu abbi però la ripa corsa,
19. 69 sappi ch'i' fui vestito del gran manto;

19. 70 e veramente fui figliuol de l'orsa,
19. 71 cupido sì per avanzar li orsatti,
19. 72 che sù l'avere e qui me misi in borsa.

19. 73 Di sotto al capo mio son li altri tratti
19. 74 che precedetter me simoneggiando,
19. 75 per le fessure de la pietra piatti.

19. 76 Là giù cascherò io altresì quando
19. 77 verrà colui ch'i' credea che tu fossi
19. 78 allor ch'i' feci 'l sùbito dimando.

19. 79 Ma più è 'l tempo già che i piè mi cossi
19. 80 e ch'i' son stato così sottosopra,
19. 81 ch'el non starà piantato coi piè rossi:

19. 82 ché dopo lui verrà di più laida opra
19. 83 di ver' ponente, un pastor sanza legge,
19. 84 tal che convien che lui e me ricuopra.

19. 85 Novo Iasón sarà, di cui si legge
19. 86 ne' Maccabei; e come a quel fu molle
19. 87 suo re, così fia lui chi Francia regge».

19. 88 Io non so s'i' mi fui qui troppo folle,
19. 89 ch'i' pur rispuosi lui a questo metro:
19. 90 «Deh, or mi dì : quanto tesoro volle

19. 91 Nostro Segnore in prima da san Pietro
19. 92 ch'ei ponesse le chiavi in sua balìa?
19. 93 Certo non chiese se non "Viemmi retro".

19. 94 Né Pier né li altri tolsero a Matia
19. 95 oro od argento, quando fu sortito
19. 96 al loco che perdé l'anima ria.

19. 97 Però ti sta, ché tu se' ben punito;
19. 98 e guarda ben la mal tolta moneta
19. 99 ch'esser ti fece contra Carlo ardito.

19.100 E se non fosse ch'ancor lo mi vieta
19.101 la reverenza delle somme chiavi
19.102 che tu tenesti ne la vita lieta,

19.103 io userei parole ancor più gravi;
19.104 ché la vostra avarizia il mondo attrista,
19.105 calcando i buoni e sollevando i pravi.

19.106 Di voi pastor s'accorse il Vangelista,
19.107 quando colei che siede sopra l'acque
19.108 puttaneggiar coi regi a lui fu vista;

19.109 quella che con le sette teste nacque,
19.110 e da le diece corna ebbe argomento,
19.111 fin che virtute al suo marito piacque.

19.112 Fatto v'avete Dio d'oro e d'argento;
19.113 e che altro è da voi a l'idolatre,
19.114 se non ch'elli uno, e voi ne orate cento?

19.115 Ahi, Costantin, di quanto mal fu matre,
19.116 non la tua conversion, ma quella dote
19.117 che da te prese il primo ricco patre!».

19.118 E mentr'io li cantava cotai note,
19.119 o ira o coscienza che 'l mordesse,
19.120 forte spingava con ambo le piote.

19.121 I' credo ben ch'al mio duca piacesse,
19.122 con sì contenta labbia sempre attese
19.123 lo suon de le parole vere espresse.

19.124 Però con ambo le braccia mi prese;
19.125 e poi che tutto su mi s'ebbe al petto,
19.126 rimontò per la via onde discese.

19.127 Né si stancò d'avermi a sé distretto,
19.128 sì men portò sovra 'l colmo de l'arco
19.129 che dal quarto al quinto argine è tragetto.

19.130 Quivi soavemente spuose il carco,
19.131 soave per lo scoglio sconcio ed erto
19.132 che sarebbe a le capre duro varco.
19.133 Indi un altro vallon mi fu scoperto.
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