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 PURGATORIO CANTO 1

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MessaggioTitolo: PURGATORIO CANTO 1   Dom Feb 08, 2009 1:19 am

1. 1 Per correr miglior acque alza le vele
1. 2 omai la navicella del mio ingegno,
1. 3 che lascia dietro a sé mar sì crudele;

1. 4 e canterò di quel secondo regno
1. 5 dove l'umano spirito si purga
1. 6 e di salire al ciel diventa degno.

1. 7 Ma qui la morta poesì resurga,
1. 8 o sante Muse, poi che vostro sono;
1. 9 e qui Caliopè alquanto surga,

1. 10 seguitando il mio canto con quel suono
1. 11 di cui le Piche misere sentiro
1. 12 lo colpo tal, che disperar perdono.

1. 13 Dolce color d'oriental zaffiro,
1. 14 che s'accoglieva nel sereno aspetto
1. 15 del mezzo, puro infino al primo giro,

1. 16 a li occhi miei ricominciò diletto,
1. 17 tosto ch'io usci' fuor de l'aura morta
1. 18 che m'avea contristati li occhi e 'l petto.

1. 19 Lo bel pianeto che d'amar conforta
1. 20 faceva tutto rider l'oriente,
1. 21 velando i Pesci ch'erano in sua scorta.

1. 22 I' mi volsi a man destra, e puosi mente
1. 23 a l'altro polo, e vidi quattro stelle
1. 24 non viste mai fuor ch'a la prima gente.

1. 25 Goder pareva 'l ciel di lor fiammelle:
1. 26 oh settentrional vedovo sito,
1. 27 poi che privato se' di mirar quelle!

1. 28 Com'io da loro sguardo fui partito,
1. 29 un poco me volgendo a l'altro polo,
1. 30 là onde il Carro già era sparito,

1. 31 vidi presso di me un veglio solo,
1. 32 degno di tanta reverenza in vista,
1. 33 che più non dee a padre alcun figliuolo.

1. 34 Lunga la barba e di pel bianco mista
1. 35 portava, a' suoi capelli simigliante,
1. 36 de' quai cadeva al petto doppia lista.

1. 37 Li raggi de le quattro luci sante
1. 38 fregiavan sì la sua faccia di lume,
1. 39 ch'i' 'l vedea come 'l sol fosse davante.

1. 40 «Chi siete voi che contro al cieco fiume
1. 41 fuggita avete la pregione etterna?»,
1. 42 diss'el, movendo quelle oneste piume.

1. 43 «Chi v'ha guidati, o che vi fu lucerna,
1. 44 uscendo fuor de la profonda notte
1. 45 che sempre nera fa la valle inferna?

1. 46 Son le leggi d'abisso così rotte?
1. 47 o è mutato in ciel novo consiglio,
1. 48 che, dannati, venite a le mie grotte?».

1. 49 Lo duca mio allor mi diè di piglio,
1. 50 e con parole e con mani e con cenni
1. 51 reverenti mi fé le gambe e 'l ciglio.

1. 52 Poscia rispuose lui: «Da me non venni:
1. 53 donna scese del ciel, per li cui prieghi
1. 54 de la mia compagnia costui sovvenni.

1. 55 Ma da ch'è tuo voler che più si spieghi
1. 56 di nostra condizion com'ell'è vera,
1. 57 esser non puote il mio che a te si nieghi.

1. 58 Questi non vide mai l'ultima sera;
1. 59 ma per la sua follia le fu sì presso,
1. 60 che molto poco tempo a volger era.

1. 61 Sì com'io dissi, fui mandato ad esso
1. 62 per lui campare; e non lì era altra via
1. 63 che questa per la quale i' mi son messo.

1. 64 Mostrata ho lui tutta la gente ria;
1. 65 e ora intendo mostrar quelli spirti
1. 66 che purgan sé sotto la tua balìa.

1. 67 Com'io l'ho tratto, saria lungo a dirti;
1. 68 de l'alto scende virtù che m'aiuta
1. 69 conducerlo a vederti e a udirti.

1. 70 Or ti piaccia gradir la sua venuta:
1. 71 libertà va cercando, ch'è sì cara,
1. 72 come sa chi per lei vita rifiuta.

1. 73 Tu 'l sai, ché non ti fu per lei amara
1. 74 in Utica la morte, ove lasciasti
1. 75 la vesta ch'al gran dì sarà sì chiara.

1. 76 Non son li editti etterni per noi guasti,
1. 77 ché questi vive, e Minòs me non lega;
1. 78 ma son del cerchio ove son li occhi casti

1. 79 di Marzia tua, che 'n vista ancor ti priega,
1. 80 o santo petto, che per tua la tegni:
1. 81 per lo suo amore adunque a noi ti piega.

1. 82 Lasciane andar per li tuoi sette regni;
1. 83 grazie riporterò di te a lei,
1. 84 se d'esser mentovato là giù degni».

1. 85 «Marzia piacque tanto a li occhi miei
1. 86 mentre ch'i' fu' di là», diss'elli allora,
1. 87 «che quante grazie volse da me, fei.

1. 88 Or che di là dal mal fiume dimora,
1. 89 più muover non mi può, per quella legge
1. 90 che fatta fu quando me n'usci' fora.

1. 91 Ma se donna del ciel ti muove e regge,
1. 92 come tu di', non c'è mestier lusinghe:
1. 93 bastisi ben che per lei mi richegge.

1. 94 Va dunque, e fa che tu costui ricinghe
1. 95 d'un giunco schietto e che li lavi 'l viso,
1. 96 sì ch'ogne sucidume quindi stinghe;

1. 97 ché non si converria, l'occhio sorpriso
1. 98 d'alcuna nebbia, andar dinanzi al primo
1. 99 ministro, ch'è di quei di paradiso.

1.100 Questa isoletta intorno ad imo ad imo,
1.101 là giù colà dove la batte l'onda,
1.102 porta di giunchi sovra 'l molle limo;

1.103 null'altra pianta che facesse fronda
1.104 o indurasse, vi puote aver vita,
1.105 però ch'a le percosse non seconda.

1.106 Poscia non sia di qua vostra reddita;
1.107 lo sol vi mosterrà, che surge omai,
1.108 prendere il monte a più lieve salita».

1.109 Così sparì; e io sù mi levai
1.110 sanza parlare, e tutto mi ritrassi
1.111 al duca mio, e li occhi a lui drizzai.

1.112 El cominciò: «Figliuol, segui i miei passi:
1.113 volgianci in dietro, ché di qua dichina
1.114 questa pianura a' suoi termini bassi».

1.115 L'alba vinceva l'ora mattutina
1.116 che fuggia innanzi, sì che di lontano
1.117 conobbi il tremolar de la marina.

1.118 Noi andavam per lo solingo piano
1.119 com'om che torna a la perduta strada,
1.120 che 'nfino ad essa li pare ire in vano.

1.121 Quando noi fummo là 've la rugiada
1.122 pugna col sole, per essere in parte
1.123 dove, ad orezza, poco si dirada,

1.124 ambo le mani in su l'erbetta sparte
1.125 soavemente 'l mio maestro pose:
1.126 ond'io, che fui accorto di sua arte,

1.127 porsi ver' lui le guance lagrimose:
1.128 ivi mi fece tutto discoverto
1.129 quel color che l'inferno mi nascose.

1.130 Venimmo poi in sul lito diserto,
1.131 che mai non vide navicar sue acque
1.132 omo, che di tornar sia poscia esperto.

1.133 Quivi mi cinse sì com'altrui piacque:
1.134 oh maraviglia! ché qual elli scelse
1.135 l'umile pianta, cotal si rinacque
1.136 subitamente là onde l'avelse.
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