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 PARADISO CANTO 5

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MessaggioTitolo: PARADISO CANTO 5   Dom Feb 08, 2009 1:37 am

5. 1 «S'io ti fiammeggio nel caldo d'amore
5. 2 di là dal modo che 'n terra si vede,
5. 3 sì che del viso tuo vinco il valore,

5. 4 non ti maravigliar; ché ciò procede
5. 5 da perfetto veder, che, come apprende,
5. 6 così nel bene appreso move il piede.

5. 7 Io veggio ben sì come già resplende
5. 8 ne l'intelletto tuo l'etterna luce,
5. 9 che, vista, sola e sempre amore accende;

5. 10 e s'altra cosa vostro amor seduce,
5. 11 non è se non di quella alcun vestigio,
5. 12 mal conosciuto, che quivi traluce.

5. 13 Tu vuo' saper se con altro servigio,
5. 14 per manco voto, si può render tanto
5. 15 che l'anima sicuri di letigio».

5. 16 Sì cominciò Beatrice questo canto;
5. 17 e sì com'uom che suo parlar non spezza,
5. 18 continuò così 'l processo santo:

5. 19 «Lo maggior don che Dio per sua larghezza
5. 20 fesse creando, e a la sua bontate
5. 21 più conformato, e quel ch'e' più apprezza,

5. 22 fu de la volontà c;
5. 23 di che le creature intelligenti,
5. 24 e tutte e sole, fuoro e son dotate.

5. 25 Or ti parrà, se tu quinci argomenti,
5. 26 l'alto valor del voto, s'è sì fatto
5. 27 che Dio consenta quando tu consenti;

5. 28 ché, nel fermar tra Dio e l'uomo il patto,
5. 29 vittima fassi di questo tesoro,
5. 30 tal quale io dico; e fassi col suo atto.

5. 31 Dunque che render puossi per ristoro?
5. 32 Se credi bene usar quel c'hai offerto,
5. 33 di maltolletto vuo' far buon lavoro.

5. 34 Tu se' omai del maggior punto certo;
5. 35 ma perché Santa Chiesa in ciò dispensa,
5. 36 che par contra lo ver ch'i' t'ho scoverto,

5. 37 convienti ancor sedere un poco a mensa,
5. 38 però che 'l cibo rigido c'hai preso,
5. 39 richiede ancora aiuto a tua dispensa.

5. 40 Apri la mente a quel ch'io ti paleso
5. 41 e fermalvi entro; ché non fa scienza,
5. 42 sanza lo ritenere, avere inteso.

5. 43 Due cose si convegnono a l'essenza
5. 44 di questo sacrificio: l'una è quella
5. 45 di che si fa; l'altr'è la convenenza.

5. 46 Quest'ultima già mai non si cancella
5. 47 se non servata; e intorno di lei
5. 48 sì preciso di sopra si favella:

5. 49 però necessitato fu a li Ebrei
5. 50 pur l'offerere, ancor ch'alcuna offerta
5. 51 sì permutasse, come saver dei.

5. 52 L'altra, che per materia t'è aperta,
5. 53 puote ben esser tal, che non si falla
5. 54 se con altra materia si converta.

5. 55 Ma non trasmuti carco a la sua spalla
5. 56 per suo arbitrio alcun, sanza la volta
5. 57 e de la chiave bianca e de la gialla;

5. 58 e ogne permutanza credi stolta,
5. 59 se la cosa dimessa in la sorpresa
5. 60 come 'l quattro nel sei non è raccolta.

5. 61 Però qualunque cosa tanto pesa
5. 62 per suo valor che tragga ogne bilancia,
5. 63 sodisfar non si può con altra spesa.

5. 64 Non prendan li mortali il voto a ciancia;
5. 65 siate fedeli, e a ciò far non bieci,
5. 66 come Ieptè a la sua prima mancia;

5. 67 cui più si convenia dicer "Mal feci",
5. 68 che, servando, far peggio; e così stolto
5. 69 ritrovar puoi il gran duca de' Greci,

5. 70 onde pianse Efigènia il suo bel volto,
5. 71 e fé pianger di sé i folli e i savi
5. 72 ch'udir parlar di così fatto cólto.

5. 73 Siate, Cristiani, a muovervi più gravi:
5. 74 non siate come penna ad ogne vento,
5. 75 e non crediate ch'ogne acqua vi lavi.

5. 76 Avete il novo e 'l vecchio Testamento,
5. 77 e 'l pastor de la Chiesa che vi guida;
5. 78 questo vi basti a vostro salvamento.

5. 79 Se mala cupidigia altro vi grida,
5. 80 uomini siate, e non pecore matte,
5. 81 sì che 'l Giudeo di voi tra voi non rida!

5. 82 Non fate com'agnel che lascia il latte
5. 83 de la sua madre, e semplice e lascivo
5. 84 seco medesmo a suo piacer combatte!».

5. 85 Così Beatrice a me com'io scrivo;
5. 86 poi si rivolse tutta disiante
5. 87 a quella parte ove 'l mondo è più vivo.

5. 88 Lo suo tacere e 'l trasmutar sembiante
5. 89 puoser silenzio al mio cupido ingegno,
5. 90 che già nuove questioni avea davante;

5. 91 e sì come saetta che nel segno
5. 92 percuote pria che sia la corda queta,
5. 93 così corremmo nel secondo regno.

5. 94 Quivi la donna mia vid'io sì lieta,
5. 95 come nel lume di quel ciel si mise,
5. 96 che più lucente se ne fé 'l pianeta.

5. 97 E se la stella si cambiò e rise,
5. 98 qual mi fec'io che pur da mia natura
5. 99 trasmutabile son per tutte guise!

5.100 Come 'n peschiera ch'è tranquilla e pura
5.101 traggonsi i pesci a ciò che vien di fori
5.102 per modo che lo stimin lor pastura,

5.103 sì vid'io ben più di mille splendori
5.104 trarsi ver' noi, e in ciascun s'udìa:
5.105 «Ecco chi crescerà li nostri amori».

5.106 E sì come ciascuno a noi venìa,
5.107 vedeasi l'ombra piena di letizia
5.108 nel folgór chiaro che di lei uscia.

5.109 Pensa, lettor, se quel che qui s'inizia
5.110 non procedesse, come tu avresti
5.111 di più savere angosciosa carizia;

5.112 e per te vederai come da questi
5.113 m'era in disio d'udir lor condizioni,
5.114 sì come a li occhi mi fur manifesti.

5.115 «O bene nato a cui veder li troni
5.116 del triunfo etternal concede grazia
5.117 prima che la milizia s'abbandoni,

5.118 del lume che per tutto il ciel si spazia
5.119 noi semo accesi; e però, se disii
5.120 di noi chiarirti, a tuo piacer ti sazia».

5.121 Così da un di quelli spirti pii
5.122 detto mi fu; e da Beatrice: «Dì, dì
5.123 sicuramente, e credi come a dii».

5.124 «Io veggio ben sì come tu t'annidi
5.125 nel proprio lume, e che de li occhi il traggi,
5.126 perch'e' corusca sì come tu ridi;

5.127 ma non so chi tu se', né perché aggi,
5.128 anima degna, il grado de la spera
5.129 che si vela a' mortai con altrui raggi».

5.130 Questo diss'io diritto alla lumera
5.131 che pria m'avea parlato; ond'ella fessi
5.132 lucente più assai di quel ch'ell'era.

5.133 Sì come il sol che si cela elli stessi
5.134 per troppa luce, come 'l caldo ha róse
5.135 le temperanze d'i vapori spessi,

5.136 per più letizia sì mi si nascose
5.137 dentro al suo raggio la figura santa;
5.138 e così chiusa chiusa mi rispuose
5.139 nel modo che 'l seguente canto canta.
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